Riferimenti:

– Commissione Tributaria Provinciale di Roma, sentenza n. 5093/19/2018.

L’intimazione di pagamento, come già riferito in un mio articolo (intimazione di pagamento Equitalia? Ecco cosa fare…), è l’atto che di regola deve essere notificato dall’Agenzia delle Entrate – Riscossione al contribuente prima di procedere alla fase cautelare (iscrizione di ipoteca – fermo amministrativo)  o a quella esecutiva (pignoramento del conto, dello stipendio ecc.).

E’ buona regola, una volta ricevuta un’intimazione di pagamento, controllare che tutti gli atti indicati nell’intimazione quali cartelle di pagamento, avvisi di accertamento esecutivi, avvisi di addebito INPS. siano stati effettivamente o correttamente notificati dagli enti impositori o dall’Agenzia delle Entrate – Riscossione (sul cosa fare quando si riceve un’ intimazione di pagamento, consiglio di leggere questo mio articolo) .

Invero, l’Agenzia delle Entrate – Riscossione prima di notificare un’intimazione di pagamento deve appurare che tutti i precedenti atti della riscossione siano stati correttamente giunti nella sfera di conoscenza del destinatario. E’ sufficiente che un solo atto non sia stato regolarmente notificato per invalidare l’intimazione e le sottese iscrizioni a ruolo.

Il principio, del resto, è stato recentemente ribadito dalla Commissione Tributaria Provinciale di Roma, con la sentenza n. 5093/19/2018.

Difatti, il contribuente difeso dallo Studio Legale Sgrò, ricevuta un’intimazione di pagamento ha eccepito l’omessa notifica di alcune cartelle di pagamento indicate nell’intimazione stessa. L’agenzia delle Entrate – Riscossione, in sede giudiziale non è riuscita a dimostrare la regolare notifica delle cartelle impugnate con l’intimazione e, pertanto, la Commissione Tributaria ha dichiarato l’illegittimità dell’operato dell’Agenzia della Entrate.

In particolare, i giudici chiamati a decidere hanno voluto precisare che la Corte di Cassazione con la sentenza n. 1532/2012 ha ribadito che “in materia tributaria, l’omessa notifica di un atto presupposto costituisce vizio procedurale che comporta la nullità dell’atto successivo e, per quanto interessa in ordine al profilo sollevato nell’odierno ricorso, l’azione del contribuente, diretta a far valere la nullità detta può essere svolta indifferentemente nei confronti dell’ente creditore o del concessionario alla riscossione” (Cass. SS.UU. 16412/2007).

In sostanza, la correttezza del procedimento di formazione della pretesa tributaria è assicurata mediante il rispetto di una sequenza ordinata secondo una progressione di atti che devono essere notificati ai destinatari per permettere a questi ultimi la possibilità di esercitare il diritto di difesa costituzionalmente garantito.

Consiglio: prima di versare le somme intimate occorre sempre verificare la correttezza degli adempimenti che l’Agenzia delle Entrate – Riscossione e gli Enti impositori sono obbligati a porre in essere per legge. La violazione può portare alla nullità delle iscrizioni a ruolo. Senza contare che, per esperienza, molte somme oggetto di intimazione sono prescritte o errate.

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5 + 3 = ?

Facendo un controllo presso Equitalia mi sono trovata dei debiti con il Fisco di cui non sapevo nulla. Grazie allo Studio Sgrò ho scoperto che molte somme non erano dovute!

Alessia
AlessiaImprenditrice

Ho rottamato molte cartelle ma dopo un esame più approfondito mi sono accorto che alcune erano già prescritte e altre notificate in modo non corretto. Ho fatto ricorso con lo studio Sgrò.

Piero
PieroProfessionista

Non sapevo proprio come fare: avevo una montagna di cartelle esattoriali per multe con il motorino. Per fortuna abbiamo verificato ogni cartella e ci siamo accorti che c’erano molti errori…abbiamo ridotto di tanto il debito e ora sono molto più tranquilla. Grazie avvocato

Simona
SimonaSegretaria Studio notarile

Avevo un fermo sulla mia unica macchina. Abbiamo fatto ricorso contro Equitalia e abbiamo ottenuto la cancellazione del fermo e delle cartelle di pagamento.

Fabio
Fabio