Riferimenti:

– Commissione Tributaria Provinciale di Roma, sentenza n°15099/16/2017.

– Agenzia delle Entrate: risoluzione n°60/E del 28/6/2010.

Qualora in un contratto di locazione o a seguito di successivi accordi contrattuali, le parti pattuiscano la gratuità di alcune mensilità del canone di locazione, l’Agenzia delle Entrate non può riprendere a tassazione, ai fini IRPEF, i canoni non percepiti dal locatore.

Questo è il principio espresso dalla recentissima sentenza n°15099/16/2017 della Commissione Tributaria Provinciale di Roma.

La causa, patrocinata dallo Studio Legale Sgrò, traeva origine dal fatto che il locatore nell’anno 2009 aveva concesso in locazione un proprio immobile commerciale a una società affinché quest’ultima lo adibisse ad attività di ristorazione. Le parti stabilivano che il primo canone sarebbe stato versato non già dalla data d’inizio della locazione (1/5/2009), bensì dal mese di ottobre dell’anno 2009. La ragione di tale differimento era dovuta al fatto che la società conduttrice nel frattempo avrebbe dovuto portare a termine dei lavori e adeguare l’immobile alle norme urbanistiche per l’esercizio dell’attività di ristorazione.

Il locatore, pertanto, dichiarava quale reddito da fabbricati ai fini Irpef per l’anno 2009 le somme effettivamente percepite (canoni da novembre a dicembre), versando così il dovuto all’Agenzia delle Entrate.

Nonostante ciò l’Amministrazione Finanziaria notificava al contribuente un avviso di accertamento con cui riprendeva a tassazione anche i canoni non riscossi (dal mese di maggio al mese di ottobre).

La tesi dell’Ufficio è la seguente: la riduzione del canone, seppur pattuita dalle parti e riferibile ai lavori eseguiti sull’immobile posti a carico del conduttore, deve comunque considerarsi alla stregua della corresponsione del canone a favore di parte locatrice.

La questione, chiaramente, è stata sottoposta all’attenzione della Commissione Tributaria Provinciale di Roma che con la sentenza n° n°15099/16/2017, dopo un attento esame della copiosa documentazione depositata dallo Studio Legale Sgrò, ha dichiarato l’illegittimità dell’avviso di accertamento impugnato poiché la determinazione concreta del reddito da fabbricati è affidata al c.d. reddito effettivo rinveniente dalla locazione.

Invero, come precisato nel corso del giudizio, è la stessa Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n°60/E, del 28/6/2010, a sostenere chiaramente che “il perfezionamento dell’accordo di riduzione del canone può determinare, di fatto, la diminuzione della base imponibile ai fini dell’imposta di registro (come pure ai fini delle imposte dirette) e conseguentemente, la corresponsione di una minore imposta” , aggiunge inoltre che “il nuovo corrispettivo pattuito assumerà rilevanza ai fini Iva e delle imposte sui redditi”.

In sostanza, l’Ufficio avrebbe dovuto considerare l’espressa previsione, risultante dal contratto sottoscritto dalle parti, della non debenza da parte della società conduttrice di alcune mensilità. Canoni di locazione, difatti, mai percepiti e per i quali nessun diritto avrebbe potuto vantare parte locatrice in quanto esclusi ab initio  dal rapporto locativo.

Facendo un controllo presso Equitalia mi sono trovata dei debiti con il Fisco di cui non sapevo nulla. Grazie allo Studio Sgrò ho scoperto che molte somme non erano dovute!

Alessia
AlessiaImprenditrice

Ho rottamato molte cartelle ma dopo un esame più approfondito mi sono accorto che alcune erano già prescritte e altre notificate in modo non corretto. Ho fatto ricorso con lo studio Sgrò.

Piero
PieroProfessionista

Non sapevo proprio come fare: avevo una montagna di cartelle esattoriali per multe con il motorino. Per fortuna abbiamo verificato ogni cartella e ci siamo accorti che c’erano molti errori…abbiamo ridotto di tanto il debito e ora sono molto più tranquilla. Grazie avvocato

Simona
SimonaSegretaria Studio notarile

Avevo un fermo sulla mia unica macchina. Abbiamo fatto ricorso contro Equitalia e abbiamo ottenuto la cancellazione del fermo e delle cartelle di pagamento.

Fabio
Fabio